Torna il progetto di co-creazione del FIT!
Insieme a un gruppo di adolescenti tra i 16 e i 22 anni, Alan Alpenfelt mette a confronto le sue utopie giovanili con quelle di oggi. Evocando i videogiochi, l’artista ticinese esplora tre età: l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta. Ogni età ha dei livelli da superare: nell’infanzia appaiono le prime crepe, nell’adolescenza si lotta per poterle superare e cambiare, da grandi la durezza della realtà spesso spinge alla disillusione.
È possibile fare qualcosa di fronte agli eventi davanti a cui ci sentiamo impotenti? Quali sono i nostri mostri e potremo mai batterli? Quali sono i mondi perfetti da sognare e potremo mai crearli? Quante vite abbiamo ancora per riuscirci?
Checkpoint Utopia (working title) è un progetto di Alan Alpenfelt in co-creazione con Elisa Bisig, Irma de Marchi, Asia Delmenico, Aziz Hassanyan, Linda Manconi, Alisina Mohammadi, Katarina Ristanović, Edy Sardei, Serena Shala, Timmothy (Timmy) Tekle, Petra Venturo, Giulia Vitale, Kyrylo Yatsenko.
Sentieri Selvaggi è il progetto triennale del FIT Festival, che dà la possibilità alle giovani generazioni di essere protagoniste di un processo di co-creazione per confrontarsi e allargare il loro sguardo critico sul mondo. Il percorso prevede l’affiancamento di una o un artista professionista, ogni anno differente, che ha il ruolo di curatela/tutor/guida. Il frutto del lavoro condiviso verrà trasformato in un’opera artistica presentata in seno alle edizioni del FIT 2025, 2026 e 2027.