Continua a ballare finché il mondo non finisce… la festa non si ferma.
Britney Spears canta “keep on dancing till the world ends”, “the party don’t stop” dice Ke$ha: in tempi di crisi, far festa diventa un rifugio, cogliere l’attimo è una strategia di sopravvivenza.
Guidato dalla sua nostalgia per gli inni pop di fine anni 2000 – venato di nichilismo e di un fatalismo gioioso di fronte all’ansia di un futuro incerto – Baptiste Cazaux dà vita a un lavoro che affonda le sue radici in una malinconia contemporanea e cerca di trascenderla.
In scena, il performer francese danza come un DJ mescola tracce, generi e riferimenti: un corpo esplosivo e frammentato, collage mutevole in cui la dissociazione diventa una forma di resistenza. In una deriva psichedelica e sensuale, caos e memoria si fondono per rivelare un paesaggio nebuloso e vibrante.